mercoledì 21 novembre 2007

DIMENSIONAMENTO DELL'IMPIANTO FOTOVLTAICO

(terza parte - continuazione di "Come determinare la superficie necessaria di un impianto fotovoltaico")

Il dimensionamento dell’impianto fotovoltaico, ossia la determinazione della superficie complessiva dei moduli, può essere a questo punto effettuato dal rapporto tra il valore dell’energia elettrica richiesta dall’utenza e l’energia elettrica fornita per unità di superficie.

Spesso non è conveniente dimensionare gli impianti solari fotovoltaici per coprire l’intero carico. Si introduce quindi un ulteriore parametro: la percentuale di integrazione che si intende raggiungere con l’impianto solare, un valore che in genere non supera il 50-70%.

Un impianto fotovoltaico è costituito un certo numero di moduli fotovoltaici che hanno una superficie unitaria compresa tra 0,5 e 1 m2. La superficie di un modulo è rilevabile direttamente dal catalogo del produttore che fornisce tutte le specifiche tecniche.

Il numero dei moduli necessari per realizzare l’area di captazione calcolata si può ricavare semplicemente dal rapporto tra la superficie complessiva richiesta e la superficie unitaria di ciascun modulo.

Un dato caratteristico di un impianto fotovoltaico è la potenza nominale o potenza di picco, definita come la potenza che il sistema fotovoltaico è in grado di erogare quando opera in condizioni fissate da norme internazionali (condizioni standard):

* flusso solare:1000 W/m2;
* temperatura delle celle: 25 °C.

E’ opportuno sottolineare come le condizioni standard siano difficilmente riscontrabili durante il funzionamento reale di un sistema fotovoltaico. Il valore del flusso solare di 1000 W/m2, infatti, corrisponde al valore massimo di irraggiamento sulla superficie terrestre e si verifica quindi in condizioni particolari e per brevi periodi durante l’anno.

Anche il valore della temperatura delle celle di 25 °C viene sempre superato dal momento che i moduli esposti alla radiazione solare sono soggetti a rapido riscaldamento.

In condizioni operative reali un impianto fotovoltaico fornisce una potenza elettrica inferiore rispetto alla potenza di picco: la potenza elettrica in uscita, infatti, decresce al diminuire dell’irraggiamento ed all’aumentare della temperatura (un modulo in esercizio può raggiungere valori di temperatura anche superiori ai 70¸ 80 °C).

Il valore della potenza di picco è solo un parametro di riferimento. Il suo calcolo può essere eseguito moltiplicando il valore della potenza di picco di ciascun modulo (valore fornito dai produttori) per il numero dei moduli installati.

Dove installare i pannelli fotovoltaici

I pannelli fotovoltaici devono essere installati in una posizione bene esposta alla radiazione solare e, possibilmente, sfruttando una integrazione con gli elementi architettonici dell’edificio.

* Installazione su tetto inclinato. E’ l’installazione più classica, i moduli vengono montati sulla falda più soleggiata dell’edificio, la loro inclinazione ed il loro orientamento quindi sono vincolati e la resa energetica può non essere ottimale. Dalla tabella 3 è possibile ricavare il valore del coefficiente correttivo e quindi valutare la eventuale penalizzazione. Si può osservare come, considerando come periodo di captazione l’intero anno, non si abbiano eccessive penalizzazioni per orientamenti differenti da sud se l’inclinazione dei moduli è piccola.

* Installazione su tetto piano (terrazzo). In questo caso i moduli devono essere montati su strutture portanti che garantiscono la più corretta inclinazione ed il più corretto orientamento. I moduli vengono montati in file che devono essere distanziate tra loro per evitare effetti di ombreggiamento. La distanza tra una fila e l’altra può essere notevolmente ridotta se l’inclinazione dei moduli non è eccessiva.

* Installazione in facciata. Le facciate dell’edificio offrono in genere ampie superfici che non vengono sfruttate. Costituiscono quindi elementi dell’edificio sui quali è possibile installare i moduli fotovoltaici. Questa soluzione, rispetto alle altre, presenta comunque degli inconvenienti tra i quali: effetto estetico non sempre accettabile, maggiore possibilità di ombreggiamenti da parte di altri edifici, penalizzazione a volte eccessiva nel caso di orientamenti non ottimali (dalla tabella 3 si può osservare come questa soluzione comporti una penalizzazione variabile dal 20 al 30 % rispetto al piano orizzontale.

venerdì 16 novembre 2007

KERSELF. DEFINITO ACCORDO FORNITURA SILICIO PER IL FOTOVOLTAICO

Articolo apparso su www.ilnuovomercato.it il 14 novembre 2007

La controllata del Gruppo Kerself, Helios Technology, attiva nella produzione di celle fotovoltaiche, ha definito un contratto di fornitura di polisilicio con la costituenda società Sil-Fab. L’accordo, della durata di sei anni a partire dal secondo semestre 2009, prevede l’opzione a favore di Helios Technology di garantirsi l’approvvigionamento di silicio fino ad un massimo di 500 tonnellate annue.

mercoledì 14 novembre 2007

Nessun taglio ai fondi nella nuova Finanziaria 2008

Assicura il ministero dell’Ambiente assicura che non sono previsti tagli ai fondi per l’attuazione del Protocollo di Kyoto nella nuova Finanziaria 2008.

Si parla di 200 milioni di euro all'anno che verrano stanziati nel triennio 2007-2009 che verranno distribuiti in modo equo su tutto il territorio italiano.
Le risorse verranno affidate alla Cassa depositi e prestiti e successivamente agevolate sotto forma di mutuo a privati ed enti pubblici, con un tasso applicato, in relazione agli aiuti per il fotovoltaico, dell’ordine dell’1,5-2%.

I finanziamenti riguarderanno l’installazione di impianti di piccola taglia che sfruttano le energie rinnovabili (soprattutto il solare) e di impianti di microcogenerazione e la promozione di attività per incrementare l’ efficienza energetica degli edifici. Questi andranno quindi ad aggiungersi agli incentivi già attivi di “Conto Energia”, destinati al settore del fotovoltaico e ai benefici fiscali di “Bonus energia”, per opere di riqualificazione energetica.

L’obiettivo è quello di poter rispettare l’impegno che l’Italia si è assunta con la ratifica del Protocollo di Kyoto: la riduzione entro il 2012 delle emissioni nazionali di gas ad effetto serra del 6,5% rispetto al 1990.

mercoledì 7 novembre 2007

RICICLARE SILICIO MICROCHIP PER FOTOVOLTAICO

Notizia Ansa

ROMA - L'industria del solare si aggancia a quella dei computer riciclando il silicio dei semiconduttori dei microchip di pc e telefoni cellulari per il rivestimento dei pannelli solari. Questo l'ultimo progetto dell'Ibm che fa del silicio materiale prezioso per lo sviluppo del fotovoltaico. Il progetto prevede la rimozione dei semiconduttori al silicio dai microchip messi da parte per prelevare successivamente il silicio bagnando la superficie con l'acqua e raschiandola con del materiale abrasivo.

L'industria del solare diviene dunque un consumatore di silicio rifinito, un materiale carente che richiede alte temperature ed una grande quantita' di energia per essere prodotto. Ogni giorno vengono prodotte globalmente circa 250.000 superfici destinate ai microchip per cellulari e computer e l' Ibm stima che il 3,3% di queste sono normalmente scartate prima di raggiungere il mercato. Il silicio che si puo' ottenere da queste superfici e' in grado di generare 13,5 megawatt di energia per pannelli solari.

Il mercato dei pannelli solari, pero', non e' molto esteso: la Sharp, una delle piu' grandi case di produzione di pannelli solari, fa circa 710 megawatt pile solari all'anno. Il progetto di riciclo dell'Ibm, dunque provvedera' ad una ripresa dell'industria solare che attualmente genera poco meno dell'1 % dell'energia globale nonostante negli ultimi anni ci sia stata una crescita annuale del 30-40 per cento della vendita dei pannelli fotovoltaici.