venerdì 14 dicembre 2007

GLI ITALIANI VERSO IL FOTOVOLTAICO

Secondo quanto riportato dalla Stampa gli italiani sembrano preoccuparsi molto di non sprecare energia e di risparmiare grazie agli incentivi che lo Stato ha messo a disposizione. Il risultato di tutto questo è una richiesta di incentivi presentati all’Enea, l’Ente per le energie alternative, per ricevere i finanziamenti messi a disposizione dalla Finanziaria decisamente alta e ancora in crescita. Sono infatti 40 mila le domande pervenute.
Gli incentivi che vanno per la maggiore sono di tre tipi: impianto di acqua calda da energia solare, impianto produttore di energia elettrica da fotovoltaico, sostituzione delle finestre con modelli a doppio vetro. Tanti risparmi per ottenere un buon risparmio complessivo.

Ma con il 2008 ancora cambiamenti. La Finanziaria 2007 prevedeva il rimborso delle spese sostenute in misura del 55% suddiviso in tre tranche e si recuperava dall’Irpef. Ma per tanti era una beffa. Una larga fascia di popolazione in troppi casi pagava meno tasse del rimborso stesso. E quindi addio incentivo. Dall’anno prossimo si cambia: il rimborso si può spalmare in 10 rate, quindi la detrazione annua è minore e per molti tornerà l’interesse economico.

martedì 4 dicembre 2007

INCENTIVI PER IL FOTOVOLTAICO, MA IL NUCLEARE?

Torna di moda l’energia solare, stavolta supportata anche dagli Istituti bancari e istituzionali. Con l’approvazione del nuovo Por 2007/2013 arrivano i finanziamenti in favore della diffusione fotovoltaica. Più competitività per il sistema energetico regionale, questo il motto lanciato per il prossimo quinquennio dall’amministrazione laziale. Il piano d’azione è stato presentato nella sede della Regione, mercoledì 28 novembre, nel corso del convegno “Le energie alternative oggi disponibili: l’energia solare”, organizzato dall’associazione Microcosmi e dal Gruppo Maurizi.

“Dal 2006 fino al 2013 la spesa complessiva per le fonti rinnovabili è di 164 milioni di euro tra fondi regionali, nazionali ed europei - ha spiegato l’assessore regionale all’Ambiente Filiberto Zaratti - tra febbraio e marzo, inoltre, partiranno i primi bandi diretti a finanziare investimenti in impianti fotovoltaici”. Da quest’anno, quindi, accedere ai finanziamenti per il fotovoltaico dovrebbe diventare più semplice, attraverso il nuovo Conto Energia, i fondi regionali e i prodotti bancari in grado di coprire il 100 % dei costi degli impianti.

La cooperazione con la rete delle banche è un’altra novità della politica energetica, che si somma alla semplificazione delle procedure per gli incentivi destinati all’energia alternativa, dettata dal Conto Energia. Le banche si faranno carico di risolvere le questioni tecnico-burocratiche e finanziarie attraverso nuovi prodotti finanziari creati ad hoc.

“Si tratta di servizi rivolti sia a i privati che a imprese o anche condomini dedicati a supportare lo sviluppo del mercato fotovoltaico - ha chiarito Marcello Paoli responsabile marketing Piccole imprese del Banco Popolare - Le durate di finanziamento arrivano fino a 15 anni e c’è la possibilità di una polizza assicurativa che copra sia i danni diretti che indiretti”.

I fondi regionali completano questo quadro di spinte parallele verso il sistema fotovoltaico. Il 50% degli stanziamenti è destinato alla competitività di piccole e medie imprese, mentre il restante 50% agli enti locali. Per i privati cittadini è previsto, a partire da dicembre, un fondo di rotazione per finanziare in conto interesse investimenti per fonti rinnovabili. Una cifra di 15 milioni gestiti da Sviluppo Lazio, responsabile degli interessi e del rischio mutui.

Gli stanziamenti si aggiungono a quelli del bando, ancora aperto, di 1,7 milioni di euro per incentivi per il solare termico diretti a privati e imprese, sempre gestito da Sviluppo Lazio.

Il capitale speso per impianti di piccole o grandi dimensioni sia per piccole utenze domestiche che per grandi aziende si può recuperare ad impianto avviato attraverso un incentivo statale erogato dal gestore dei servizi elettrici. è l’ente del ministero dell’Economia e delle Finanze che opera d’intesa con il ministero dello Sviluppo Economico, che paga in base all’energia prodotta.

Sul versante della ricerca, intanto, giungono novità promettenti. Nel Lazio si trova uno degli unici tre laboratori mondiali sulla tecnologia solare. Il Polo di ricerca sul Solare Organico dell’università di Tor Vergata si affianca, per avanguardia, a quelli in Giappone e Germania.

La Regione finora ha installato impianti per 3 mw di potenza complessiva, destinando 10 milioni di euro a 76 impianti fotovoltaici realizzati negli edifici scolastici delle cinque province per un totale di 1 megawatt di potenza complessiva. Dall’assessorato, inoltre, arriva l’annuncio di un protocollo d’intesa con la Regione Piemonte. per avviare una collaborazione tra il Polo solare organico del Lazio e il sistema della ricerca piemontese.

L’interesse per l’energia solare e le fonti alternative ritorna in primo piano, grazie anche all’entrata in vigore di una delibera, datata 13 aprile 2007, in cui l’Autorità per l’energia elettrica e il gas autorizza tutti, privati e aziende, ad installare impianti fotovoltaici e diventare produttori di energia, da utilizzare in proprio o rivendere all’ente gestore della rete o sul libero mercato.

La potenza incentivabile complessiva è di 1.200 mw. L’energia elettrica prodotta da un impianto oggi viene remunerata per 20 anni dal Gse e l’incentivo va da 0,36 euro a 0,49 per ogni Kw orario prodotta, a seconda della potenza nominale. Nel 2006 sono stati prodotti 35 milioni di kilowattora dal fotovoltaico (+12,9 per cento rispetto al 2005), con 4.254 impianti in esercizio per una potenza totale di 40,5 mw.

Con gli ultimi provvedimenti, il Lazio e l’Italia si lanciano all’inseguimento dei traguardi raggiunti dal resto dell’Europa. La competitività non è certo il punto forte dello Stivale, che appare arrancante nella corsa alla conquista delle energie alternative. Dal risvegliato interesse per le fonti rinnovabili alle attuali iniziative, l’Italia ha perso numerose occasioni di accelerare il passo con i tempi, rimanendo l’ultimo anello di una catena europea in cui si intrecciano costi energetici, interessi economici e politiche ambientaliste. A giudicare dalle stime ‘barometre du photovoltaique’ di EurObserver, il Bel Paese non fa una grande figura sul tema, se confrontato con l’Ue.

Nell’Unione europea la crescita del solare fotovoltaico prosegue a ritmi esponenziali. Con il boom dei 410,5 mw installati durante il 2004 l’Europa oltrepassa per la prima volta la soglia complessiva di 1 gw di potenza fotovoltaica attiva. Un tasso di crescita annuale pari al +69,2 %.

La forte crescita è stata trainata per l’88 per cento dal mercato tedesco. La Germania mantiene infatti la leadership europea nell’applicazione della tecnologia fotovoltaica e supera anche il Giappone (280 mwp) diventando il primo Paese al mondo in potenza fotovoltaica installata, seguono i Paesi Bassi con 47 mwp e la Spagna con 38 mwp. Questo tipo di energia ha raggiunto nei Paesi Ue la soglia dei 1004,063 mwp già a fine 2004. L’Italia, alle soglie del 2008, è ancora lontana da certe conquiste.

Il dossier di EurObserver evidenzia il fallimento della politica italiana dei “tetti fotovoltaici”. Nata nel 2001 per fornire i contributi all’acquisto dei pannelli solari, il programma ha sofferto forti lungaggini burocratiche a livello regionale. L’inversione di rotta era arrivata nel 2003, quando il Parlamento approvò il conto energia. La legge, ottimizzata solo ora dall’assessorato laziale all’Ambiente, è stata però applicata con due anni di ritardo e sta vivendo solo oggi il suo momento di gloria.

I grandi Stati parlano di nuove energie, ma finiscono con il tornare su quelle vecchie. Bandito dal lessico diplomatico per almeno un ventennio, anche il nucleare sta rivivendo dei giorni d’oro.

Tra i protagonisti del XX Congresso mondiale dell’energia, tenutosi a Roma lo scorso mese, il nucleare viene ora invocato da più parti. Nelle ultime settimane, poi, non è stato difficile ritrovare nei salotti buoni della Tv politici, sia di destra che di sinistra, riaffermare la necessità di riconsiderare il nucleare. Come pure molto importante è stato l’accordo firmato tra Prodi e il premier francese Sarkosy sulla partecipazione italiana ai processi produttivi di una nuova centrale nucleare su territorio francese. Un passo che oltre al fattore economico, mira alla acquisizione di quel Know How su cui l’Italia è rimasta indietro da quando il nucleare venne bandito.

Ed ora, quindi, è nato un nuovo termine, che cerca di nascondere il ricordo delle catastrofi umane provocate in passato da questa fonte energetica: “Nucleare pulito”, questo il termine con cui si sta affrontando la tecnologia a basso impatto ambientale in termini di scorie radioattive e tecnologia.

La corte al nucleare, inoltre, si spiega non solo nella dipendenza energetica dell’Italia da Paesi come appunto la Francia, ma anche per il continuo rialzo del prezzo del petrolio. La crescita della domanda da parte dei Paesi emergenti (Cina, India e Stati asiatici) e i cambiamenti climatici, però, sono solo una piccola fetta delle spinte al rinnovato bisogno nucleare.

Gli attuali detentori delle risorse naturali, infatti, sono i Paesi in guerra, come l’Iraq e l’Afghanistan, e la Russia, che si è già dimostrata poco affidabile con la crisi dello scorso inverno. L’indipendenza energetica, per l’Occidente, diventa perciò sempre più una necessità obbligata. Perciò ben venga la riabilitazione del nucleare che, seppur con enormi cambiamenti nel comparto della sicurezza e nuove tecniche che permettono di arricchire più volte il materiale radioattivo, non basta da solo a risolvere il problema del fabbisogno energetico, come dimostrano, in Europa le 52 centrali francesi e nell’area extraeuropea, con solo il 20% circa dei consumi coperti, quelle statunitensi.

Aricolo apparso su www.previewonline.info