giovedì 24 gennaio 2008

IN ARRIVO DALLA GRAN BRETAGNA UN NUOVO FILM SOTTILE PIÙ ECONOMICO E SOSTENIBILE PER IL FOTOVOLTAICO

Il Regno Unito ha deciso di investire 6,3 milioni di sterline per la realizzazione di celle “thin film” realizzate con materiali innovativi e meno costosi. Tale progetto verrà realizzato dai ricercatori della Durham University che prende il nome di PV-21, finanziato dall’Engineering and Physical Sciences Research Council e che avrà inizio a aprile con una durata di quatto anni. Sono state coivolte in tutto 8 università della Gran Bretagna (Durham, Bangor, Bath, Cranfield, Edinburgh, Imperial College London, Northumbria e Southampton) ed alcuni partner industriali,
Oggi le celle fotovoltaiche – utilizzate per convertire la radiazione luminosa in elettricità – sono prodotte utilizzando componenti costosi e di difficile reperimento, come per esempio l’indio, un metallo che costa circa 660 dollari al chilogrammo. I ricercato hanno infatti comunicato che:
“L’uso di alcuni materiali potrebbe non essere più sostenibile entro 20 anni, ed è per tale motivo che occorre portare avanti una ricerca su materiali alternativi che siano meno costosi da acquistare: in questo rappresentiamo il gruppo di ricerca più avanti nella ricerca delle celle solari ultrasottili, che necessitano di una minore quantità di materiale”.
Per abbassare il costo della produzione delle celle solari, il gruppo di ricerca punta alla riduzione dello spessore delle celle. Nel comunicato stampa della Durham University si legge: “Creare semiconduttori sottili da un micron per celle solari che generano un gigawatt di potenza potrebbe far risparmiare 50 tonnellate di materiali”. I ricercatori sperimenteranno l’uso di materiali sostenibili ed a basso costo per la produzione di celle solari, ma anche coloranti e nanotecnologie e silicio ultrasottile per assorbire una quantità di energia solare maggiore.

giovedì 17 gennaio 2008

E' USCITO IL NUOVO RAPPORTO DEL GSE SUGLI INCENTIVI 2006-2007

Il GSE (Gestore dei servizi elettrici) ha pubblicato il nuovo "Rapporto sull'Incentivazione degli impianti fotovoltaici", nel quale viene riportato il bilancio degli incentivi suddivisi per nuovo Conto Energia (12 megawatt) e nel vecchio Conto Energia (51 megawatt).

Il documento illustra i principali risultati ottentuti nel periodo ottobre 2006-settembre 2007 riportando anche il dettaglio degli impianti incentivati.

venerdì 11 gennaio 2008

VUOI UN REDDITO AGRICOLO SENZA COLTIVARE LA TERRA? PROVA CON IL FOTOVOLTAICO

Il 28 gennaio e il 18 febbraio 2008 si terranno due incontri nei quali si parlerà di come la produzione e la cessione di energia elettrica da fonti rinnovabili agroforestali e fotovoltaiche siano equiparate per legge alle attività di generazione di reddito agrario.

Questa potrebbe essere una soluzione vantaggiosa alla diminuzione crescente dei redditi derivanti dalle coltivazioni agricole.
Fino a poco tempo fa il sistema delle incentivazioni escludeva gli agricoltori dai benefici introdotti dal primo Conto Energia del 2005, esclusivamente a favore delle attività artigianali, industriali e private e anche dal sistema dei Certificati verdi, entrambi meccanismi altamente premianti sia in termini di incentivi che di tariffe concesse per ogni KwP prodotto.
La legge finanziaria del 2006 ha colmato questa lacuna prevedendo agevolazioni fiscali per lo sviluppo delle energie rinnovabili in agricoltura che equiparano la produzione e la cessione di energia elettrica da fonti rinnovabili agroforestali e fotovoltaiche alle attività di generazione di reddito agrario.
Una novità decisamente importante che consentirà agli agricoltori di ottenere una ulteriore fonte di reddito in modo facile e veloce, grazie al project financing, una procedura con la quale l’imprenditore agricolo semplicemente affitta il terreno sul quale verrà installato l’impianto.
In questo modo anche il settore agricolo, da sempre sensibile ai temi della salvaguardia ambientale e della riduzione delle emissioni Co2, potrà contribuire in modo sempre crescente alle politiche di risparmio energetico, limitando in modo consistente l’incidenza dei relativi costi sulle attività agricole.